Cosa ci dice l’ultimo report di DRI International sul futuro della resilienza operativa
DRI International ha recentemente pubblicato l’11th Annual Global Risk and Resilience Trends Report (2025), un documento di riferimento che sintetizza i risultati di una survey globale e i contributi qualificati del Future Vision Committee.
Il report offre una fotografia aggiornata – e per certi versi molto concreta – delle principali minacce operative, strategiche e sistemiche che le organizzazioni si troveranno ad affrontare nel breve e medio periodo.
A differenza di molte analisi puramente teoriche, questo studio riflette la percezione di chi lavora quotidianamente su business continuity, crisis management, cyber resilience e operational resilience, e mette in evidenza dove oggi si concentrano le vere fragilità dei sistemi organizzativi.
I rischi operativi più immediati: ciò che oggi genera discontinuità reale
Tra i rischi che emergono con maggiore forza nel report, alcuni elementi risultano ormai strutturali e non più episodici:
Incidenti cyber e interruzioni IT
Sono percepiti come il principale fattore di discontinuità operativa. Non solo per la frequenza crescente degli attacchi, ma per l’effetto domino che questi eventi generano su processi core, servizi essenziali, clienti e reputazione. Il confine tra incidente tecnologico e crisi aziendale è ormai estremamente sottile.
Instabilità finanziaria e pressioni macroeconomiche
Il report evidenzia come inflazione, tensioni sui mercati e volatilità finanziaria incidano direttamente sulla resilienza della supply chain e sulla capacità delle organizzazioni di investire in prevenzione, ridondanza e miglioramento continuo.
Eventi naturali e climatici estremi
Non sono più considerati “eventi eccezionali”, ma fattori ricorrenti con impatti sistemici su infrastrutture, logistica, energia e disponibilità delle risorse. La resilienza climatica entra così a pieno titolo nell’agenda della continuità operativa.
Carenza di competenze e risorse
Un tema spesso sottovalutato: anche i migliori framework falliscono se le organizzazioni non dispongono di persone formate, ruoli chiari e capacità di esecuzione sotto stress. La resilienza, in ultima analisi, è anche (e soprattutto) una questione di capitale umano.
I trend strategici di lungo periodo che stanno ridefinendo la resilienza
Accanto ai rischi più immediati, il report individua alcuni trend di fondo che stanno modificando il concetto stesso di resilienza organizzativa:
- Crescente dipendenza da tecnologie complesse e da terze parti, con un aumento del rischio di concentrazione e di dipendenze critiche non sempre pienamente governate.
- Uso non governato dell’Intelligenza Artificiale, che introduce nuove opportunità ma anche rischi operativi, etici e di continuità, soprattutto quando l’AI entra nei processi decisionali o di erogazione dei servizi.
- Instabilità geopolitica e perdita di fiducia nelle istituzioni, che amplificano l’impatto delle crisi e rendono più complessa la pianificazione a medio-lungo termine.
- Pressione sulle risorse naturali e infrastrutturali, in particolare energia e reti critiche, con effetti diretti sulla sostenibilità operativa e sulla capacità di risposta agli incidenti.
Questi fattori non agiscono in modo isolato: il loro vero rischio risiede nella combinazione e nelle interdipendenze che creano scenari di crisi complessi e difficili da gestire con approcci tradizionali.
Il messaggio chiave del report: dalla reazione alla capacità strategica
Il messaggio centrale del Global Risk and Resilience Trends Report 2025 è chiaro e inequivocabile:
la resilienza non può più essere solo reattiva né confinata al solo perimetro del Business Continuity Management.
La resilienza deve diventare una capacità strategica integrata, che unisce:
- Business continuity e crisis management
- Cyber resilience e gestione degli incidenti ICT
- Governo dei fornitori e delle terze parti critiche
- Risk management e governance a livello di top management
Questo approccio richiede una visione end-to-end, in cui piani, tecnologie, persone e processi siano coerenti e testati in modo realistico.
Un richiamo particolarmente attuale per il contesto europeo
Le conclusioni del report risultano particolarmente rilevanti anche alla luce dei nuovi requisiti normativi europei, come DORA e NIS2, che spingono le organizzazioni a dimostrare non solo l’esistenza di piani, ma una maturità reale, misurabile e verificabile nella gestione della continuità e della resilienza operativa.
In questo senso, il report di DRI International rappresenta non solo una fotografia del rischio, ma anche un utile strumento di riflessione strategica per amministratori, dirigenti, risk manager e professionisti della resilienza chiamati a guidare le organizzazioni in contesti sempre più instabili e interconnessi.
Nota editoriale
Il report completo è disponibile tramite la DRI Library per i membri e gli utenti registrati, e costituisce una base di riferimento preziosa per orientare programmi di BCM, cyber resilience e operational resilience nel 2025 e oltre.
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